Articolo di Gabriella Smaniotto, Docente di sostegno e Formatrice
Quando entriamo in una classe dove è presente un alunno con bisogni comunicativi complessi, spesso il primo sguardo cade sul suo tablet o sul suo quaderno dei simboli. Ci chiediamo se quegli strumenti funzionino, se siano aggiornati, se siano “abbastanza”. Ma la verità che cerchiamo di trasmettere nel Corso di formazione MIM CAA Avanzato: Oltre il Simbolo è che la comunicazione non risiede nell’oggetto, ma nello spazio che si crea tra due persone.
Troppo spesso, infatti, la CAA a scuola viene vissuta come un’isola: un momento isolato in cui l’alunno “chiede” qualcosa per ottenere una ricompensa. Ma comunicare è un atto di libertà, non un esercizio di addestramento. In questo percorso abbiamo scelto di abbandonare la teoria astratta per immergerci in una metodologia laboratoriale dove il docente non è un semplice spettatore, ma un architetto di relazioni. Attraverso il Role-Playing del Partner, ad esempio, mettiamo i docenti nei panni di chi non ha voce, facendo loro sperimentare quanto possa essere frustrante un compagno che non aspetta i tempi della tua risposta o che decide per te. È da questa consapevolezza empatica che nasce il vero cambiamento didattico.
L’obiettivo principale che ci poniamo è quello di “ingegnerizzare” l’ambiente scolastico. Non si tratta solo di attaccare etichette sulle porte, ma di trasformare l’intera scuola in un luogo che parla. Immaginiamo una palestra dove l’alunno può finalmente dire “tocca a me” o “sono stanco”, o una mensa dove può commentare il gusto del cibo con i compagni. Vogliamo che i docenti diventino capaci di “modellare” il linguaggio, ovvero di usare loro stessi i simboli mentre spiegano la lezione, rendendo la CAA una lingua naturale della classe e non un codice segreto per pochi.
Un punto cruciale del nostro lavoro riguarda la sfida della Scuola Secondaria. Spesso si pensa che, davanti a materie complesse come le scienze o la storia, i simboli siano limitanti. Noi dimostriamo il contrario: attraverso la creazione di In-book e l’uso di software specifici come Symwriter o Expressia, insegniamo a tradurre la complessità senza banalizzarla. Un ragazzo ha il diritto di studiare il moto di rivoluzione della Terra o di partecipare a un quiz digitale su Kahoot insieme ai suoi compagni. L’alta tecnologia, in questo senso, non è un gioco, ma una vera protesi relazionale che permette di inviare email, fare ricerche e, finalmente, partecipare attivamente alla vita sociale del gruppo.
In ultima analisi, questo Corso vuole offrire ai docenti una bussola per gestire anche i momenti di crisi. Sappiamo che molti comportamenti problematici nascono dal silenzio forzato: quando non ho i simboli per dire “ho paura” o “basta”, il mio corpo è costretto a urlare. Fornire una voce al disagio significa prevenire il conflitto e costruire un clima di classe sereno. Al termine del percorso, attraverso la discussione di casi reali e progetti concreti, ogni partecipante non porterà a casa solo una certificazione, ma la consapevolezza che la CAA fallisce solo quando l’ambiente smette di ascoltare. Il nostro compito è assicurarci che quella porta resti sempre aperta.